Come gestire il frazionamento da successione?

Fatto il frazionamento fra i beneficiari ,uno di questi non vuole perfezionare dal notaio la divisione per motivi propri: come si puo' procedere ?

Solo per vie legali?

Grazie

Come gestire il frazionamento da successione?

Fatto il frazionamento fra i beneficiari ,uno di questi non vuole perfezionare dal notaio la divisione per motivi propri: come si puo' procedere ?

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2 Risposte

Risposte utili 1
Sara Pizzo
Studio Tecnico 1881 (Moasca, Asti) Studio Tecnico 1881 - un anno fa

Buongiorno Valerio,

in generale occorre considerare 2 aspetti.

Il primo aspetto è che c'è obbligo di fare la successione entro 1 anno dalla data di morte. La successione è stata firmata?

Lo chiedo percchè la pratica di frazionamento, per essere valida, deve essere firmata da tutti i proprietari (attuali) e pertanto è necessario avere prima fatto la successione.

A questo punto le particelle dovrebbe essere divise ma tutte cointestate agli eredi. Affinchè le particelle sia intestate ciascuna ad un solo erede occorrerà un secondo atto di divisione che, però, non è un obbligo di legge (come la successione) .

In sintesi per obbligare l'erede a firmare la successione ci sono efficaci leve fiscali, cosa invece più complicata se l'erede ha firmato la successione ma non desidera firmare la divisione.

Meriterebbe un approfondimento sulla situazione specifica. Se le va mi contatti in privato senza impegno.

Cordiali saluti

Arch. Sara Pizzo

Studio 1881

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Ing. Valeria Ciarmiello

In questi casi c'è poca da fare, ma una soluzione, se è volontà di tutti gli eredi procedere alla divisione si trova sempre, poi le dico quali possono essere.

Presumo che la successione sia stata presentata per via telematica entro i 12 mesi nell'anno 2019; se il decesso è avvenuto nell'anno 2018, la dichiarazione di successione può essere presentata ancora manualmente, a patto che siano state pagate le imposte dovute.

Vi rappresento che la procedura è la seguente:

Apertura della successione con data di inizio dal decesso.

Dichiarazione di successione da farsi entro i termini prescritti, con assegnazione delle rispettive quote di successione ½, 2/3 ecc.

Voltura catastale con indicazione delle quote di proprietà in catasto, riferite ai diversi nominativi; esempio ½ Tizio ½ Caio, in modo da pagare le rispettive imposte ex. ICI pro quota ecc.

Poi da ultimo vi è l'atto di divisione, esattamente esso e l'atto che assegna la proprietà divisa al singolo erede. Ad esempio Tizio e Caio hanno ereditato 1000 mq di terreno ½ cadauno (500mq cadauno), hanno predisposto le pratiche per la successione, hanno eseguito la voltura catastale e ora vorrebbero vendere la relativa porzione di terreno. Poiché entrambi sono proprietari dei 1000mq di terreno, non potranno vendere la loro porzione senza l'atto di frazionamento e/o divisione notarile, perché le rispettive porzioni, ovvero se la parte a Nord è di Tizio e quella a Sud di Caio non sono individuate con certezza, essendo i 1000mq prima della divisione in proprietà indivisa. Quindi l'atto di divisione serve per individuare con certezza la porzione di proprietà esclusiva del singolo erede.

In teoria la cosa è semplice, ma nella pratica, spesso per problematiche dovute a successioni non concordate, dissidi fra gli eredi ecc, quando si arriva all'atto di divisione è spesso una tragedia.

Senza quest'atto non si può disporre della proprietà esclusiva e quindi si è sempre vincolati nelle scelte da fare a consultare tutte gli eredi.

Per sbrogliare la matassa, occorre trovare assolutamente un accordo con tutti gli eredi altrimenti si rischia di trovarsi nell'impossibilità della divisione.

Vi ricordo che avere quote di proprietà indivisa può generare una serie di problematiche, sia ai fini delle imposte ex. Ici, sia ai fini delle imposte sui redditi, infatti nella dichiarazione dei redditi si pagano imposte per il solo fatto che si detiene un'abitazione, ovvero si pagano delle imposte riferite alla rendita catastale degli immobili anche se questi non sono locati.

Il modo migliore è accordarsi, anche con leggere perdite economiche, perché in caso di contenzioso si rischia di non poter vendere l'immobile, generalmente per 10 anni (tempo contenzioso).

Saluti

Ing.i. Valeria Ciarmiello.

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