Come sostituire il gradino di una scala in marmo?

Buongiorno a tutti,

devo sostituire un gradino di una scala interna in botticino. Prego i più esperti di volermi cortesemente consigliare su come rimuovere in modo tecnicamente efficace, senza danneggiare gli altri elementi, la pedata rotta.

Grazie tante in anticipo. Raffaele

Come sostituire il gradino di una scala in marmo?

Buongiorno a tutti,

devo sostituire un gradino di una scala interna in botticino. Prego i più esperti di volermi cortesemente consigliare su come rimuovere in modo tecnicamente efficace, senza danneggiare gli altri elementi, la pedata rotta.

Grazie tante in anticipo. Raffaele

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7 Risposte

Raffaele Vito Buccio
Privato - un mese fa

Preg.mo Ingegnere,

grazie per i preziosi consigli. Li seguirò puntualmente e spero di riuscire a fare un buon lavoro. Mi procurerò i materiali necessari e a lavoro finito Le farò sapere.

Cordialità

Raffaele Vito Buccio
Privato - un mese fa

Preg. Ingegnere,

credo proprio che seguirò il Suo consiglio e tenterò la riparazione. Se il lavoro non dovesse riuscire c’è sempre tempo per la sostituzione.

In verità avevo scartato questa soluzione perché oltre al frammento grande visibile nella foto si era tolta anche una piccola scaglietta; inoltre il frammento adiacente (che non si è ancora staccato) è visibilmente fessurato e destinato a fare la stessa fine.

Con dei buoni prodotti dovrei però riuscire a fare un lavoro accettabile, stuccando la scaglietta mancante e magari rinforzando anche il pezzo fessurato.

Ho solo un ultimo quesito ancora da porLe.

E’ indispensabile fare i fori di armatura sul fronte del gradino per poi stuccarli e lucidarli (non so se riuscirò poi ad occultarli adeguatamente) o esistono opportuni accorgimenti con i quali conseguire il necessario allineamento e realizzare in asse i fori nei due pezzi senza oltrepassare il fronte del gradino?.

Ing. Antonello Serra
Antonello Serra (Cagliari, Cagliari) Antonello Serra - un mese fa

Buongiorno,

a mio avviso, non ci sono modi per mettere in asse i due fori, senza forare dall'esterno.

Chiaramente, l'elemento che poi inserite dentro, va posto ad almeno 4 - 6 mm dal bordo esterno, deve essere affondato, non prossimo alla superficie esterna, in modo che lo stucco possa avere un pò di corpo.

La stuccatura si vedrà sempre, se la si guarda, ed in fondo è anche giusto così, in ogni edificio storico possiamo leggere le stratificazioni e gli interventi via via accaduti. Così sarà anche per questo gradino. Poi, potete stuccare con resina epossidica e poi lucidarla, come per esempio si fa nei locali pubblici nei quali utilizzano lastre di lapideo con molte cavità, come il travertino, che troviamo come piano di appoggio al bancone, in molti locali pubblici.

Ing. Antonello Serra
Antonello Serra (Cagliari, Cagliari) Antonello Serra - un mese fa

Buongiorno,

l'alzata sottostante pare non legata, o meglio, in quella parte pare non vi sia colla.

Però, se la scala ha molti anni, la vecchia colla potrebbe aver ceduto.

Riviste le foto, posso aggiungere queste riflessioni:

- nella foto 3 si vede bene che l'alzata superiore poggia sul gradino sottostante, quello rotto.

- nella stessa foto, si vedono i pezzi rotti, che sono molto ben composti e non sembrano aver prodotto ulteriori scaglie. Per questo motivo, forse, prima di iniziare il lavoro più impegnativo di sostituzione del gradino, conviene tentare la possibilità di incollare.

L'incollaggio può essere fatto in due modi, diciamo di qualità e laboriosità crescente:

1) incollate semplicemente, con una buona colla epossidica per lapideo, ce ne sono tante e tutte garantiscono una aderenza totale e duratura. Una volta incollato, se si rompe di nuovo, sarà in un altro punto. Potrete anche incollare lasciando che un pò di colla fuoriesca dalle fessure, per poi lucidare il gradino a filo, eliminando così ogni possibile fessura residua, ossia utilizzando la colla stessa come stucco.

2) In aggiunta a questo passaggio, potreste inserire dei perni nello spessore del gradino, per dargli una sorta di armatura che lavori a taglio e flessione lungo la linea di incollaggio, giacché la linea di rottura coincide in pratica con il filo dell'alzata inferiore e quindi è un punto di debolezze congenito. Per lavorare bene, conviene fare i fori per inserirvi l'armatura, prima di mettere la colla, in modo da non imprimere vibrazioni in fase di asciugatura e far fare una asciugatura unica. Sul fronte, si vedranno i fori. Questi potranno essere semplicemente stuccati e lucidati. L'armatura non la farei con metallo (acciaio), ma vi inserirei barre in vetroresina, diametro circa 4 - 5 mm e lunghe circa 10 cm. Non sarà facile fare il foro da 10 cm circa, perché deve essere assolutamente in asse con il gradino per tutta la lunghezza del foro. Va trovato il modo di piazzare un trapano colonna in orizzontale, o un modo simile.

Raffaele Vito Buccio
Privato - un mese fa

Preg.mo Ingegnere,

preliminarmente sento di doverla ringraziarLa per l’attenzione e gli utili consigli fornitimi.

Nel merito escluderei il primo dei sistemi proposti perché, da quello che capisco, mi costringerebbe a smontare tutti i gradini e le alzatine a salire, sino al primo.

Quanto al secondo sistema ho preso buona nota della necessità di separare le alzate dal gradino per impedire che i movimenti di questo possano indurne la rottura.

Dalla foto n. 3 si intravede, in corrispondenza del frammento mancante, il bordo dell’alzata sottostante che sembrerebbe non legato rigidamente al gradino. In altre parole sembrerebbe che il gradino sia solo appoggiato con malta cementizia alla parte centrale del suo letto, cosa che potrei accertare meglio facendo saltare il frammento adiacente a quello mancante, che già è molto fessurato.

In tal caso anziché col flessibile (che genererebbe un enorme polverone) potrei tentare con una spatola o con una lama sottile.

Avevo anche pensato di colpire con una mazzetta e uno spessore in legno lo spigolo estremo del gradino che si vede nella foto n. 1, nella parte in cui sporge dall’alzatina superiore, allo scopo di provare a smuoverlo (eventualmente anche smontando i due pezzi che fungono da battiscopa che si vedono nella foto n. 2 per ricavare un po’ di gioco), nella considerazione che la malta sottostante avendo più di 50 anni dovrebbe avere limitata tenuta. Pensavo poi, dopo aver praticato dei fori col trapano, come Lei anche suggerisce, di procedere alla frantumazione con lo stesso trapano nella funzione martello pneumatico con punta adeguata allo scopo.

Le sarei veramente grato se mi segnalasse gli errori e i rischi più gravi di questa procedura.

Ho trovato utile la sensibilizzazione sulla possibilità che il gradino nuovo sia diverso da quello preesistente. Avevo infatti a tale scopo portato dal marmista il frammento rotto, ma questi non lo ha trattenuto e anzi ha trattato la cosa con sufficienza. Credo pertanto che ci ritornerò per ottenere assicurazioni eventualmente anche visionando il prodotto grezzo.

Ing. Antonello Serra
Antonello Serra (Cagliari, Cagliari) Antonello Serra - un mese fa

Buongiorno signora,

si può fare in due modi, e per entrambi ci vuole un operaio che abbia una buona mano.

Il primo sistema è quello di smontare da sopra il primo gradino, poi l'alzatina che ha sotto ed arrivare così a poter smontare il gradino rotto. E poi si rimonta. Il buono di questo sistema è che in questo modo si lavora bene. Il lato negativo è che poi il giunto utilizzato per ri posizionare il primo gradino, quello che è un continuo con il pavimento, difficilmente avrà lo stesso colore di quello intorno, pre esistente, e quindi ci potrà essere un certo livello di insoddisfazione estetica.

Il secondo sistema è più delicato: con smeriglio usato con mano ferma ed attrezzatura per tenerlo in posizione, si consuma il lato superiore ed inferiore dell'alzata sopra il gradino e la sola parte superiore dell'alzata sotto il gradino. Va fatto con attenzione, se possibile consumando il minimo possibile la parte inferiore dell'alzata superiore al gradino.

In questo modo il gradino è strutturalmente separato dalle due alzate e quindi eventuali lievi movimenti di questo non inducono rottura nelle alzate, perché separate, appunto.

Quindi con il trapano si fanno una serie di fori nel gradino rotto, tagli con smeriglio, e lo si estrae a pezzi, scalzandoli dalla sede con soli attrezzi manuali, come una spatoletta o uno scalpello a testa larga ed una mazzetta leggera o in gomma.

Tolto il gradino, il resto è quasi facile.

Aspetti positivi: si lavora meno e quindi sono coinvolti un minor numero di pezzi e quindi si abbassa il rischio di danneggiarli. In oltre, il primo gradino rimane dov'è, quindi non ci sarà differenza cromatica del giunto, come nel caso precedente.

Aspetti negativi: è una operazione delicata, se va male è una perdita di tempo e si ricade necessariamente nel caso precedente.

Va anche detto che sarà molto difficile che lei trovi un pezzo di materiale lapideo che possa sostituire quello che toglie.

Questo perché in genere questi pezzi vengono fatti tutti da una stessa lastra e sono tutti "fratelli", ossia hanno caratteristiche uniche, non ripetibili, che li fanno assomigliare l'uno all'altro.

Questo potrebbe essere un aspetto anti estetico di cui è bene tener conto fin dall'inizio. Conviene fare una foto ben fatta, con risoluzione al gradino, stamparlo in grandezza naturale e con quella andare a cercare il materiale identico. O direttamente, estrarlo, sostituirlo con un pezzo di legno o altro lapideo temporaneo, per esempio, ed andare a cercare il materiale identico, mettendo in conto che potrebbe essere un'operazione lunga e laboriosa.

Eventualmente potreste spedire la foto a diversi produttori, per sapere se abbiano lastre analoghe, da cui estrarre il pezzo che serve a voi.

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